Ogni anno, con l’arrivo della primavera, sorgono gli stessi dubbi: quale protezione solare acquistare? Quale solare è adatto alle mie esigenze? Quale rispettoso della mia pelle ma anche dell’ambiente? Quando e quanto prodotto applicare? Per rispondere a queste ed altre domande, abbiamo stilato un breve elenco dei dubbi più frequenti per orientarci nel  vasto mondo delle creme solari.

Cos’è il fattore di protezione solare Spf? 

La protezione solare, ovvero il numero che troviamo indicato nelle confezioni dei solari, si riferisce ad un calcolo matematico e indica la quantità di radiazioni solari filtrata dal prodotto

una protezione Spf 50 lascia filtrare 1/50 di radiazioni solari, ovvero il 2%, fermandone il 98%

una crema con Spf 30 lascia filtrare 1/30 di radiazioni solari ovvero il 3,33% fermandone circa il 97% 

mentre un prodotto con Spf 15 lascia filtrare 1/15 di radiazioni solari, cioè il 6,66%, fermandone circa il 93%

Tutto questo vale solo per i raggi UVB. La protezione per i raggi UVA deve essere, per legge, di almeno 1/3 rispetto ai raggi UVB: quindi una crema con Spf 30 deve garantire una protezione nei confronti ai raggi UVA pari ad almeno 10.

A proposito di raggi UVA e UVB

I raggi UVA e UVB sono raggi ultravioletti solari e differiscono per la lunghezza d’onda:

- i raggi UVB costituiscono solo il 5% delle radiazioni solari e sono maggiormente concentrati nei mesi estivi, nelle ore centrali e ad alta quota. Sono raggi poco penetranti, si fermano negli strati superficiali della pelle: è grazie a loro che ci abbronziamo, ma, se in eccesso, provocano scottature ed eritemi;

- i raggi UVA rappresentano il 95% delle radiazioni ultraviolette solari e sono presenti costantemente, in tutte le stagioni e momenti della giornata, va da sé che ne siamo costantemente esposti. Questi raggi sono più subdoli, non scottano la pelle ma penetrano in profondità e sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo e delle macchie della pelle.

Come scegliere il giusto fattore di protezione solare? 

I fattori da considerare sono molteplici:

- il fototipo: chi ha capelli biondi o rossi, occhi chiari e pelle chiara, lentiggini e fatica ad abbronzarsi avrà bisogno di una protezione più alta, rispetto a chi ha pelle, occhi e capelli scuri e si abbronza con facilità senza scottarsi, per i quali sarà sufficiente una protezione più bassa

- l’orario dell’esposizione al sole: le ore centrali della giornata, dalle 11 alle 14, andrebbero evitate a prescindere dal fototipo. Se proprio non è possibile evitarle, è meglio orientarsi su una protezione più alta

- l’età: bambini ed anziani hanno una pelle più delicata, pertanto dovranno usare una protezione più alta

- se sono presente superfici riflettenti (acqua o neve) è bene orientarsi su un Spf più alto

- se si fa attività fisica o bagni frequenti è meglio orientarsi su un prodotto resistente all’acqua oltre che ad alta protezione

Come applicare correttamente la protezione?

Questo punto è di fondamentale importanza. Per capire come applicare correttamente la protezione occorre considerare due elementi: 

- la quantità: i test per determinare l’Spf dei solari vengono effettuati considerando la quantità di 2 milligrammi per ogni cm² di pelle. In pratica vale a dire che, per ogni applicazione, mediamente occorrono 30 g di crema (quindi un flacone di 125 g è sufficiente per poco più di 4 applicazioni!!!). Se ne applichiamo quantità inferiori, ad esempio la metà, anche il fattore di protezione si dimezza.

- la frequenza di applicazione: nelle confezione dei solari è riportata la dicitura “applicare più volte nel corso della giornata”, ma non viene specificato ogni quanto. Secondo gli studi riportati da Beatrice Mautino nel libro “Il trucco c’è e si vede” i risultati migliori si ottengono applicando la crema prima di uscire di casa e poi nuovamente appena arrivati in spiaggia, dopodiché ogni 2 ore.

Filtri fisici o filtri chimici? 

Ecco un’altra domanda cruciale a proposito di solari!

I filtri fisici e i filtri chimici sono sostanze con meccanismi di azione molto differenti:

- i filtri fisici sono molecole di origine minerale, come l’ossido di zinco e il biossido di titanio, che, come uno specchio, riflettono i raggi solari impedendo che penetrino nella pelle. Questa tipologia di filtri sono solitamente ben tollerati dalla pelle, non la surriscaldano, ma possono lasciare una patina bianca. Vanno solo evitate le formulazioni spray poiché queste sostanze possono essere dannose per i polmoni, se inalate.

- i filtri chimici, come l’oxybenzone o metossicinnamato, sono molecole in grado di assorbire le radiazioni solari e trasformarle sotto forma di energia non pericolosa per la pelle, ad esempio sotto forma di calore. Possono essere però molto impattanti sull’ambiente marino, come nel caso delle due molecole sopra citate che sono state bandite dalle spiagge delle Hawai per il loro impatto sulla barriera corallina.

E le nanoparticelle? 

Per evitare la patina bianca, data dai filtri fisici, una soluzione è ricorrere all’utilizzo di nanoparticelle, ovvero molecole piccolissime (con dimensioni comprese tra 1 e 100 miliardesimi di metro) che garantiscano una maggiore spalmabilità del prodotto. L’utilizzo di queste molecole è ancora piuttosto controverso e numerose sono le ricerche in corso. Per verificare se il nostro solare contiene o meno nanoparticelle è sufficiente controllare l’INCI (l’elenco degli ingredienti riportato nella confezione), dove, se presenti, sono obbligatoriamente indicate.

Come orientarci? 

Alla luce di tutte queste considerazioni e per l’impossibilità di effettuare, a livello domestico, test di laboratorio, abbiamo scelto di non incentivare l’autoproduzione di protezioni solari, ma di mettere in assortimento nel nostro sito i solari della linea Osolebio della Saponaria, un’azienda di Pesaro (nostra vicina di casa praticamente), che realizza cosmetici biologici a partire da materie prime accuratamente selezionate.

Crema solare Osolebio alta protezione SPF 50

Crema solare Osolebio alta protezione SPF 30

Crema solare Osolebio alta protezione SPF 15

I solari della linea Osolebio utilizzano filtri fisici minerali, non nano, ma che sfruttano una nuova tecnologia per evitare l’effetto “fantasmino”: le particelle minerali sono rivestite da una patina di acidi grassi che ne facilita l’applicazione, limitando la classica patina bianca. Tutti i prodotti Osolebio sono  testati in laboratorio per verificarne sia la protezione UVB che UVA e sono disponibili con vari fattori di protezione: bassa, media ed alta, adatti ad ogni esigenza e ad ogni fototipo.